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Oggi, 26 febbraio 2022, e si celebra il 74esimo anniversario dello Statuto Speciale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, un testo ricco di storia che custodisce un passato ed una cultura millenarie, e che racchiude in sé concetti e valori ancora estremamente attuali.

Un testo le cui origini, ancor più antiche, affondano nella Charte des Franchises del 1191, un accordo stipulato tra Tommaso I di Savoia e la città di Aosta, generalmente ritenuta dagli storici il punto di partenza dell’autonomia valdostana in quanto sancì il raggiungimento dell’autonomia politica ed amministrativa del nostro capoluogo e al contempo fu  ritenuta una “specie di costituzione, destinata a mettere ordine negli affari civili della Valle d’Aosta”.

Nonostante l’importanza e la bellezza del nostro Statuto, è triste constatare come ancora oggi il suo insegnamento nelle nostre scuole resti purtroppo approssimativo ed in buona parte lasciato alla sensibilità e alla discrezionalità del singolo insegnante, con il rischio che i giovani valdostani non comprendano il profondo significato che riveste nella nostra identità regionale.

Per quanto mi riguarda, resto sempre affascinato dalla lettura dei 52 articoli che compongono il nostro Statuto, che erano e  sono la base del nostro ordinamento e del nostro agire politico. Lo Statuto è un testo che cerca di difendere le nostre acque e le nostre miniere, che ipotizza la zona franca e che detta le regole fondamentali delle nostre istituzioni. Tuttavia, se si continua a rinunciare  ad esercitare un’azione politica forte e concretamente federalista, il tutto rimarrà “solamente” un insieme di belle parole di un libro pieno di sogni e di ideali che non si tradurranno ciononostante in azioni politiche.

I temi per un’azione concreta non mancano: la Commissione Paritetica, la fiscalità e il riparto fiscale, i rapporti con lo Stato e le sempre maggiori azioni impugnative da parte del Governo italiano, che sembra aver dimenticato che la forza di coesione del nostro Paese sta nel rispetto dell’unicità delle singole realtà e non in una pretesa di unificazione culturale. Nel dettaglio ritengo che un primo passo possa e debba essere mosso nell’ambito proprio della Commissione Paritetica, proponendo una legge che gli dia maggiore stabilità e gli permetta di operare con continuità senza dover interrompere i propri lavori ogni volta che cambiano gli equilibri a Roma e/o ad Aosta.

Dobbiamo quindi impegnarci e lavorare per trovare delle soluzioni alla questione idroelettrica e alla creazione di una zona franca che può rendere attrattiva la Valle d’Aosta in modo tale da permetterle di avere un ruolo centrale; valorizzare il nostro corpo forestale e i nostri vigili del fuoco; rivedere l’organizzazione e la suddivisione dei poteri e delle responsabilità tra comuni ed Unités. Credo sia fondamentale rivedere, in senso prettamente federalista, l’organizzazione degli Enti locali nella nostra Regione, affrontando le problematiche esistenti, quali carenza del personale, spopolamento, crisi demografica, etc., per arrivare a creare un testo unico degli enti locali, evitando continue modifiche normative. Dobbiamo inoltre capire come far fronte alle esigenze della nostra scuola, di cui come Pour l’Autonomie abbiamo più volte parlato durante l’emergenza pandemica, chiedendo al Governo di farsi portatore di un’azione più incisiva per far fronte ai problemi della continuità didattica e della stabilizzazione dei docenti.

E’ necessario infondere nuova linfa allo Statuto, coltivando i rapporti con i Paesi e le comunità confinanti, con cui abbiamo un forte legame culturale, utilizzando gli importanti strumenti economici offerti dall’Europa ed avvalendoci di giovani preparati, competenti e formati sulle tematiche da affrontare.

In questo giorno così speciale per la nostra Autonomia il messaggio che vorrei trasmettere, nella speranza che tutti i valdostani lo facciano proprio, è che il nostro Statuto resta di straordinaria attualità nonostante i suoi 74 anni, ed ha più che mai  bisogno del vigore e dell’impegno di tutti i valdostani di ogni generazione che in esso si riconoscono, per far sì da renderlo ancora più vivo e dinamico, e non permettere che resti un bel sogno realizzato solo in parte.

 

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