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Dicembre 14, 2020
100 giorni
Febbraio 1, 2021

Sant’Antonio Abate Patrono di Valtournenche

Considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati, la figura di Sant’Antonio è significativa per numerose popolazioni, che hanno avuto l’opportunità di conoscere la sua vita grazie all’opera biografica scritta da Sant’Anastasio, vescovo di Alessandria.

Sant’Antonio Abate nacque intorno al 250 d.C. presso una località egiziana, Coma, situata sulle rive del Nilo. Appartenente ad una famiglia piuttosto agiata, Antonio mostrò fin dai primi anni scarso interesse per le ricchezze materiali, preferendo il lavoro e la meditazione alla vita mondana. Alla morte dei suoi genitori, il giovane decise di distribuire ai poveri le ricchezze ereditate e si ritirò nel deserto, diventando eremita e rinunciando di fatto ad ogni tipo di fortuna concreta.

Nel corso del tempo, egli seppe resistere alle tentazioni ed alle provocazioni cui era sottoposto, conquistando l’ammirazione di numerosi fedeli. Questi ultimi, spinti dal desiderio di incontrarlo, iniziarono a seguirlo per avvicinarsi a lui, contrariamente alla sua volontà di rimanere distaccato dal resto del mondo. Antonio fu quindi ripetutamente costretto a spostarsi, sostando ad Alessandria, sul monte Qolzoum e vicino al Mar Rosso. Morì ultracentenario il 17 gennaio del 356 e, fin dall’antichità, la sua memoria viene celebrata al giorno d’oggi in numerosi luoghi di culto.

La commemorazione di Sant’Antonio avviene ogni anno in corrispondenza del giorno della sua morte.

Viene ricordato, in quanto ritenuto in grado di sconfiggere il demonio, a cui sono associate le fiamme dell’Inferno. Per questo motivo, il Santo è stato identificato, fin dall’antichità, come colui in grado di sconfiggere malattie dolorose e irritanti come il fuoco, che, con il tempo, hanno preso il nome di “Fuoco di Sant’Antonio”.

Egli, inoltre, è considerato il protettore degli animali ed è quindi celebrato da tutti coloro che, da tempo, hanno come fonte di sostentamento proprio l’agricoltura e l’allevamento. Attività che hanno da sempre unito le comunità montane, caratterizzate dalla dedizione e dalla valorizzazione della terra e delle origini, dove gli animali hanno un ruolo fondamentale.

Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, Sant’Antonio è diventato negli anni il Santo Patrono di Valtournenche. Presente fin dagli albori nella pergamena fondatrice della Parrocchia insieme a San Grato, Sant’Antonio ha finito per prevalere nel corso dell’Ottocento. Cogliendo l’occasione per riunirsi e festeggiare insieme, ricordando i valori e onorando le tradizioni tramandate di generazione in generazione, i Votornèns celebrano questa festività con una messa in lingua francese, alla quale segue una giornata di convivialità, musica e allegria.

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