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“Non dimenticare il passato per le scelte sul futuro”

Chi mi conosce sa che spesso guardo avanti e raramente mi fermo a pensare al passato eppure alla fine di un anno ricco di avvenimenti come il 2023 credo sia doveroso fare un punto su questi 365 giorni appena trascorsi.

Non voglio soffermarmi su tutti gli aspetti amministrativi e anche politici legati all’assessorato che in altra sede e momento potrebbe anche essere interessante analizzare.

Potrei raccontarvi di ciò che ho cercato di mettere in atto in quanto Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali, potrei parlarvi del lavoro svolto sui consorzi di miglioramento fondiario, potrei parlarvi della brochure Agricult che torna a riunire tutti gli eventi agricoli organizzati dall’assessorato e dagli enti territoriali in un unico materiale promozionale, potrei illustrarvi le modifiche al CSR: del piano dei pascoli semplificato, del biologico, della differenza che politicamente abbiamo voluto rimarcare tra capi produttivi e improduttivi, potrei parlare dell’importante investimento che abbiamo fatto per migliorare il servizio di analisi del latte, potrei parlarvi dei problemi legati al latte e al nostro settore vitivinicolo, potrei parlare dell’innalzamento a 30 ha della soglia minima dei reimpianti vitivinicoli per ogni  regione, ma potrei anche parlare del nuovo corso per agenti del corpo forestale, oppure del lungo percorso che ci porterà ad avviare l’iter del nuovo piano faunistico o del Piano forestale, potrei continuare ed elencarvi  le tante cose che mi ritengo fortunato di aver potuto fare con entusiasmo e superando anche varie difficoltà, ma non è questo quello di cui voglio parlare in queste righe di auguri di fine anno.

Credo che politicamente ci sia un momento che rappresenta il mio 2023 (e forse non solo) e questo momento è durato quasi 4 ore, in una sera di inizio febbraio, assieme ad un amico e collega con il quale ho un rapporto speciale, in sala da pranzo guardando il teatro romano. Sono state le 4 ore di botte e risposte, di prospettive e analisi, 4 ore a chiederci se era bene supportare quella maggioranza che era nata a 22 e si era appena incagliata su sé stessa con lettere pubbliche scambiate tra l’ex presidente della Regione e il suo gruppo consiliare.

Sono stati momenti in cui uno, saggiamente, ripeteva che noi lavoriamo “per” e che per questo dovevamo affrontare la sfida nonostante fossimo stati l’ultimo tentativo dopo diversi avvicinamenti politici anche dichiarati e mancati. Quella domanda nel bel mezzo della discussione, secca provocatoria e diretta: “non eri tu che in campagna elettorale dicevi sui social che promettevi solo di lavorare, lavorare e lavorare?” e senza lasciare il tempo di risposta “allora lavora, non dimenticare mai ciò che ci siamo detti e ciò che è passato ma lavora per il futuro”.

Cosi dopo 4 ore di un dibattito che oggi sembra lontano abbiamo poi affrontato tutti i passaggi sia interni al nostro movimento che con gli altri movimenti nei mesi di febbraio e marzo.

Così; come Pour l’Autonomie, coerentemente con tutto ciò che abbiamo sempre detto, ci siamo messi al servizio della maggioranza che non riusciva più ad essere maggioranza e abbiamo dato la nostra disponibilità a far nascere il nuovo Governo.

Da li sono partite tutte le azioni che grazie al Governo regionale e al lavoro di tutti i consiglieri ho citato in premessa.

Ora se guardo avanti al 2024, la domanda che spesso mi si fa è se aderirò e aderiremo come movimento al percorso che leggiamo sui giornali della nuova Union Valdôtaine.

Quella sera, oltre alla questione prettamente politica abbiamo parlato di persone, di mancanza di rispetto, di risate, chiamate sotto falso nome, video, foto, giochini di bassa politica che, noi e tanti altri, avevamo osservato, notato e purtroppo capito e ci siamo detti chiaramente che secondo noi la Valle d’Aosta, la nostra autonomia e la nostra comunità hanno bisogno di una nuova primavera. Abbiamo parlato di Pritemps Valdôtain, di nuovi progetti, nuove persone, nuove idee, nuova linfa e di troppe poche risposte concrete. Bene! Con questo spirito affronterò il 2024 e i prossimi anni, dialogando con tutti e con la consapevolezza che per cambiare non c’è bisogno di restaurare ma talvolta di costruire di nuovo qualcosa che possa rappresentare tutti senza timori e veti ma con entusiasmo e speranza perché il futuro non appartiene al passato ma, in compenso, solamente partendo dal passato possiamo guardare al futuro.

Sono certo che i valdostani capiranno e che altri politici che hanno i miei stessi principi e obbiettivi potranno sedersi al tavolo per costruire nuove strade che tornino ad appassionare valorizzando ciò che di più caro abbiamo, la nostra comunità, alla quale anche per questo 2024 continuerò a promettere di lavorare, lavorare e lavorare… avendo chiaro che sta arrivando il momento di ripartire con nuovo spirito e nuovo entusiasmo verso una nuova fase della nostra Valle d’Aosta. Un vero Printemps Valdôtain.

TREINADAN VALDOTAIN!

383 766 284