Stati generali Agricoltura alpina 2025
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Verso la PAC 2028-2034

La nuova Politica Agricola Comune (PAC) 2028–2034 è al centro del dibattito europeo. Le proposte avanzate dalla Commissione Europea ridisegnano in profondità un pilastro fondamentale per il settore primario: una revisione radicale, che ci chiama a pensare al futuro dell’agricoltura e delle aziende agricole.

 

Come Assessorato all’Agricoltura e risorse naturali abbiamo organizzato, con l’Università della Valle d’Aosta e con la collaborazione di tutti gli enti e le associazioni del mondo agricolo valdostano, gli Stati Generali dell’Agricoltura. Un grande evento che si è tenuto il 10 ottobre ad Aosta. Fortemente voluto per aprire un tavolo di confronto forte e allargato con i rappresentanti della Commissione europea, del Parlamento europeo, del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, con altre regioni dell’arco alpino, con antropologi e rappresentanze degli agricoltori e del settore.

 

Personalmente sono orgoglioso di questa iniziativa perché la nostra è la regione più piccola d’Italia ma è anche la regione con una caratteristica importanza agricola e un’identità storica e culturale che merita grande attenzione.

Il valore della nostra agricoltura eroica e dei nostri allevamenti tradizionali è chiaro.

 

Il bisogno rilevato in questi anni da Assessore è stato quello di adattare i regolamenti europei alle specificità regionali. I tratti morfologici dell’identità alpina, le realtà speciali del nostro territorio, le peculiari difficoltà e l’importanza dei nostri alpeggi, sono aspetti che hanno sempre richiesto un serrato e complesso lavoro di interlocuzione con tecnici e uffici nazionali ed europei al fine di far valere le nostre istanze, le nostre differenze, le nostre necessità di deroga alle normative generali.

 

Proprio le evidenti criticità mi hanno persuaso dell’assoluta opportunità di agire preventivamente per spiegare a tutti i livelli competenti le nostre motivazioni e le nostre diversità.

 

Gli Stati generali dell’Agricoltura, in vista di Agri28, hanno testimoniato un passo significativo in questa direzione. Quello che ho voluto sottolineare con determinazione è la necessità di un dialogo costante per predisporre punti fermi fin dalla stesura della PAC 2028-2034 proponendo agli organi europei un chiaro elenco di esigenze del territorio agricolo alpino italiano, aprendo anche a relazioni con altri territori e Stati dell’arco alpino in modo da dare ancora più vigore e incisività alle proposte.

 

Questa occasione conferma un orientamento che ho cercato di perseguire in questi due anni e mezzo di assessorato: le risposte e le soluzioni si possono trovare soltanto attraverso un’intensa interazione tra istituzioni, esperti e operatori. Consolida inoltre la consapevolezza che la tutela lungimirante del nostro patrimonio unico passa da un’innovazione sostenibile e strategica.

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