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Mieli valdostani: bontà e tutela biodiversità

Mieli valdostani 2025

Il 1° settembre scadeva il termine rivolto agli apicoltori valdostani per la consegna dei campioni di miele per il 31° Concorso Mieli della Valle d’Aosta che si svolgerà, come di consueto, a Chatillon domenica 26 ottobre 2025 in occasione della Sagra del Miele. Il Concorso mette in luce la varietà e la qualità dei mieli della nostra regione e infatti i campioni sono distribuiti in ben sei categorie: millefiori, rododendro, tarassaco, tiglio, castagno e melata.

Malgrado un inizio titubante, dovuto alle piogge di maggio, l’annata 2025 sembra essere stata particolarmente positiva per la produzione di miele. A riprova di questo, i laboratori dell’Assessorato hanno ricevuto 182 campioni, un vero record, che conferma la buona salute dell’apicoltura valdostana.

L’attività di apicoltura in Valle d’Aosta annovera circa 600 apicoltori e circa 8.700 alveari: trattasi di apicoltori per lo più per passione, che con il loro lavoro e la loro dedizione contribuiscono alla cura del territorio. Apicoltori che praticano l’attività di nomadismo, ovvero lo spostamento in diverse dislocazioni degli alveari, a seconda della stagione e del ciclo di fioritura, dalla zona di fondo valle (da 300 a 600 metri s.l.m.) fino alle zone di alta montagna (fino a 2.200 metri s.l.m.), favorendo altresì in maniera evidente la tutela e lo sviluppo della biodiversità.

Per le sue caratteristiche climatiche e territoriali, la Valle d’Aosta non è certo tra le regioni dove si producono quantità elevate di miele (15/20 Kg ad alveare la media di produzione annua stimata) ciò nonostante, proprio grazie al territorio prettamente montano incontaminato dall’agricoltura intensiva ed alla varietà della flora alpina che offre fonti nettarifere di pregio.

Più volte ho sottolineato quanto l’Assessorato all’Agricoltura e alle Ricorse naturali sostenga questo patrimonio naturale di biodiversità che le api rappresentano e non nego che il settore ha beneficiato di un occhio di riguardo proprio al fine di sostenere questa attività che riveste un ruolo davvero fondamentale dal punto di vista del mantenimento della biodiversità della nostra regione.

Non mi stanco di evidenziare che, quando si parla di promozione dei nostri prodotti è bene ricordare che la biodiversità inizia proprio dal lavoro dell’ape e che, grazie alla qualità dell’aria, al bassissimo utilizzo di prodotti fitosanitari e di pesticidi, l’agricoltura valdostana è virtuosa e genuina e ci assicura una qualità e una bontà di prodotti che non possono che inorgoglirci.

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